sabato 20 giugno 2015

Orazione per i Martiri del XX Giugno 2015 Daniele Fancello

Buona sera a tutti,

Ringrazio il Sindaco di Jesi, il Comitato per la difesa delle Istituzioni Democratiche, i Partigiani e l’ANPI, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, I Consiglieri Regionali, Provinciali e Comunali presenti, le delegazioni delle forze dell’ordine, dei  partiti, delle associazioni e i cittadini tutti, che oggi mi danno la possibilità di essere qui, in veste di oratore ufficiale di questa commemorazione a cui tengo in maniera particolare, perché è da qui, da questi luoghi che ho iniziato a conoscere i Partigiani e la storia della Seconda Guerra Mondiale che ha visto coinvolti tantissimi Jesini.

Un saluto e un ringraziamento particolare va ai familiari dei sette Martiri.

Non è facile ricostruire con precisione assoluta come si sono svolti i fatti che il pomeriggio di 71 anni fa, il 20 giugno 1944, esattamente un mese prima della Liberazione di Jesi ha visto protagonisti circa 25 giovani che da via Roma vennero  rastrellati dai nazi fascisti.  Dalle testimonianze scritte da Peppino Tittarelli  e Amleto Lucarini,  due dei giovani scampati alla strage, possiamo sapere che molti di questi ragazzi, tutti antifascisti si stavano preparando a festeggiare l’imminente liberazione di Jesi. Quel pomeriggio in cui vennero prelevati, molti di loro erano convinti che i tedeschi e i fascisti li avrebbero portati a lavorare e poi rilasciati, come già altre volte era accaduto ad altri giovani jesini.

La Guerra sembrava stesse per finire, il fronte stava avanzando velocemente e sempre più spesso passavano tedeschi in ritirata. Quel pomeriggio però a Jesi i fatti andarono diversamente:  il IX battaglione Settembre, che era al seguito della divisione tedesca Brandemburg , stava compiendo ripetute operazioni di rappresaglia al fine di incutere terrore nella popolazione e cercare di fiaccare la Resistenza.
I giovani di via Roma, purtroppo, si imbatterono nella ferocia di queste truppe, che li fecero sfilare per via Roma, continuando a rastrellare altri giovani lungo il percorso, fino ad arrivare alla casa colonica della famiglia Massacci. Qui continuarono a minacciare i ragazzi con le armi,  a picchiarli, e interrogarli per ore. I repubblichini volevano sapere dove erano i partigiani e quali erano le loro strategie.  Li fecero sfilare davanti a una porta il cui interno era nella completa oscurità, nella quale si celava una misteriosa figura. Nel libro “La storia attorno casa”, Nello Verdolini ci rivela che la misteriosa figura in realtà era una spia, una delatrice di Fabriano alle dipendenze del fascio repubblichino di Jesi.
A Jesi si era costituito un ufficio politico fascista comandato dal capitano Paggi e dal “seniore” Georgetti ed era un vero e proprio centro per la ricerca e la conoscenza del movimento Partigiano nella zona degli Appennini centrali. Da lì partivano elementi fascisti fatti venire da fuori, quindi sconosciuti, per infiltrarsi nelle forze partigiane e riportare, quindi, con le notizie sulla consistenza, sugli aiuti che ricevevano, sui contatti giornalieri, anche quelle su ogni mossa, su ogni spostamento.
Nei giorni precedenti l’eccidio la donna si era presentata in Via Roma come una profuga ed aveva chiesto ospitalità per qualche giorno. Aveva frequentato i ragazzi del quartiere. Quel pomeriggio di 71 anni fa la donna selezionò sette di quei giovani che vennero ancora torturati. Le grida, i pianti e le urla di dolore vennero sentiti a grande distanza e si conclusero con una scarica di mitra senza che i nazifascisti riuscissero a ottenere una qualche informazione. I giovani uccisi erano Armando e Luigi Angeloni, fratelli, rispettivamente di 25 e 18 anni, di professione muratori; Mario Saveri 23 anni, meccanico. Alfredo Santinelli e Francesco Cecchi, diciottenni, apprendisti. Enzo Carboni era un militare di 20 anni, originario di S. Eufemia d’Aspromonte, e Calogero Graceffo, carabiniere, originario di Agrigento”.

Raccontare ancora oggi questo eccidio, a mio avviso, è importante perché dobbiamo ai Martiri e alle loro famiglie infinito rispetto.  Anche dal sangue di questi giovani sono nate la nostra democrazia, la nostra Repubblica e la nostra Costituzione.

E’ importante raccontarlo soprattutto ai giovani con i quali, del resto, negli ultimi anni abbiamo realizzato alcune belle iniziative, sia in questo luogo, sia presso altri luoghi della memoria che ricordano altri giovani caduti combattendo, o uccisi barbaramente dai nazifascisti. Lo abbiamo fatto grazie all’impegno di alcuni insegnanti e alla collaborazione dei Dirigenti scolastici delle scuole medie e superiori jesine e molti di voi ricorderanno le “biciclettate” del 25 Aprile e la performance dei giovani studenti, “Sogno Ricorrente”, svoltasi qui, davanti al monumento lo scorso anno.
E’ importante partire dalla scuola, perché è lì che si educa alla cittadinanza e si forma la coscienza civile delle nuove generazioni attraverso la conoscenza della storia del proprio Paese. La nostra storia, oggi, parte da 7 ragazzi che, una sera di giugno, hanno visto troncata brutalmente la loro vita. Erano partigiani, è vero, avevano scelto di stare dalla parte giusta, forse avranno messo in conto anche di doverla dare, la vita, combattendo per una causa giusta ma, appunto, combattendo, non dopo essere stati legati e seviziati.
La storia continua con il sacrificio di Francesco Contuzzi, caduto sulla strada per Santa Maria Nuova, o di quello di Eraclio Cappannini, catturato e fucilato sotto le mura di Arcevia, dei partigiani Panti e Magnani fucilati all’angolo di via XX Settembre o di Libero Leonardi (medaglia d’oro al valore militare ), fucilato a Moie di Maiolati.
Potrebbe ancora continuare ricordando l’apporto dato alla guerra di liberazione dai gappisti che operavano in città e da una parte, almeno, della popolazione, che dava rifugio ai partigiani e li riforniva, per quanto i tempi lo consentissero di generi alimentari e di vestiario.
In prima fila c’erano le donne, madri, mogli, sorelle di quelli che erano in montagna, quelle donne che l’8 marzo del 1944 andarono, a piedi, sulla strada che conduce alla “Torre”, con i tedeschi ovunque a portare i fiori sul luogo dove era caduto Francesco Contuzzi.
Le donne hanno dato un grande apporto alla resistenza. Appartenevano a tutti i ceti sociali, erano operaie, contadine, studentesse, casalinghe e si impegnavano in cose femminili, come cucire, rammendare, cucinare, curare i feriti e assisterli, ma hanno fatto anche altre cose nuove, come combattere o fare le staffette, con il compito di portare la stampa clandestina, tenere i rapporti tra le formazioni partigiane, raccoglie informazioni ecc ecc.
In questo ruolo hanno dato il loro contributo le sorelle Alba e Aurora Matteucci, impegnate l’una nella zona di Arcevia, l’altra in quella di Aspio-Osimo, entrambe nella Brigata Garibaldi e ancora Mosconi Nicolina, invalida poi di guerra, Luigia Andreoli, Ada Belardinelli, Clelia Castelli, Silvia Cecconi, Maria Della Fazia, le sorelle Concetta e Lilia Magini e tante altre ancora.

Spesso ci chiediamo: perché bisogna essere, ancora oggi, antifascisti? Perché, a distanza di 71 anni da quei fatti dolorosi, bisogna ancora ricordare la Resistenza?
Tutti gli oratori che mi hanno preceduto negli anni scorsi hanno affrontato questi quesiti, trovando, ognuno, un senso alla nostra presenza qui, oggi.  Le risposte sono state diverse, legate a motivazioni storiche, sociali, emozionali.
 La Resistenza ci ha insegnato la solidarietà, a non dover odiare per forza, a cercare di poter vivere tutti rispettando le regole della Democrazia che lasciano spazio a tutti, anche a chi combatteva contro di essa.
Diceva Piero Calamadrei: “ avere riscoperto la dignità dell’uomo e la universale indivisibilità di essa: questa scoperta della indivisibilità della libertà e della pace per cui la lotta di un popolo per la sua Liberazione e insieme lotta per la liberazione di tutti i popoli dalla schiavitù del denaro e del terrore, questo sentimento della uguaglianza morale di ogni creatura umana qualunque sia la sua Nazione o la sua religione o il colore della sua pelle, questo è l’apporto più prezioso e più fecondo di cui ci ha arricchito la Resistenza.
Non è stato affatto facile arrivare a sconfiggere il nazifascismo. Quegli anni sono stati caratterizzati dalla brutalità, dalla guerra, dalla fame e dalla povertà. Eppure, nonostante le infinite difficoltà, esistevano una solidarietà e un’umanità, che purtroppo, oggi, giorno dopo giorno, andiamo sempre più perdendo o dimenticando.
Ma c’è la nostra Costituzione a ricordarci quei “doveri inderogabili di solidarietà sociale” che sono scritti a caratteri indelebili nell’art. 2.
Ma non sempre la Costituzione è rispettata. Basta guardarci intorno, dare un’occhiata al caos scolastico o alla speculazione edilizia, alla situazione delle carceri, a quella degli operai nelle aziende, alle difficoltà delle famiglie meno abbienti, alla mancanza degli asili nido specie al sud, all’emarginazione femminile per avere più di una conferma alle conseguenze della mancata applicazione di alcuni dettami Costituzionali.
Del resto, che non ci fosse la volontà, da parte dei partiti e dei governi che presero nelle mani il potere, di rispettare la carta costituzionale da poco approvata, apparve chiaro già dalle parole del ministro dell’Interno Mario Scelba, divenuto poi Presidente del Consiglio, il quale definì la Costituzione “una trappola”, in cui lui e il suo partito non sarebbero mai caduti. Evidentemente, non ci si poteva attendere che coloro che temevano di rimanere intrappolati dalla Costituzione, se ne facessero poi zelanti esecutori.
Basterebbe prendere l’articolo 3 che dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori  all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Dei passi in avanti in questo senso ne sono stati fatti, ma tutto ciò che è stato ottenuto, non è stato perché la Repubblica, cioè i governi e parlamenti abbiano operato in questo senso, ma perché le masse popolari, facendosi forti dell’investitura democratica della Costituzione, hanno lottato, lasciando lungo la strada tante vittime che dovevano e potevano invece essere risparmiate se la Costituzione fosse stata compiutamente applicata.
Purtroppo il fascismo e il nazismo sono ancora ben presenti in Italia e in Europa. La recente svastica apparsa nel campo da calcio della Croazia ne è un esempio, ma, come diceva il Presidente Nazionale dell’ANPI Smuraglia  anche l’indifferenza e il silenzio di tanti (troppi!) e la brutalità di certi discorsi di politici che “grattano la pancia” ai peggiori istinti e perfino a quelle reazioni che pure possono essere “normali” in periodo di crisi, ma che non andrebbero strumentalizzate; … l’assenza di umanità  nelle loro parole, che non sono superficiali come potrebbero sembrare, ma sono molto peggio, perché si nutrono di egoismi e di bassezze.
La questione dei migranti ne è l’esempio più evidente. I profughi e gli emigranti sono sempre esistiti nella storia dell’umanità, ma quanto sta accadendo in questi ultimi anni è un fenomeno assolutamente nuovo, per quantità e qualità, ma è certo che quanti oggi abbandonano il proprio Paese, lo fanno spinti dall’idea che sia l’unica possibilità per sopravvivere. La disperazione, la fame, la speranza di vivere meglio non conoscono frontiere e non rispettano i confini degli stati ed ecco i barconi che attraversano lo stretto di Sicilia carichi di disperati che si sono messi nelle mani di gente senza scrupoli, che ha trovato negli espatri clandestini una nuova e ricca fonte di guadagno. E questa è la conseguenza della politica coloniale prima, e neocoloniale oggi dei Paesi europei che considerano l’Africa soltanto come un serbatoio inesauribile di materie prime, i cui prezzi vengono fissati a Londra o a New York.
Per quanto riguarda gli stati creati dal Colonialismo in Africa e nel vicino oriente, i confini rigidi imposti dai paesi Europei erano tracciati per linee verticali, perché le loro esplorazioni avevano seguito quasi sempre il corso dei fiumi lungo una direttrice nord-sud, mentre la distribuzione dei gruppi umani seguiva un andamento diverso. Risultato: un disastro. Si sono uniti i nemici e separati i parenti e questo ha causato e causa ancora conflitti sanguinosi e interminabili, come in Nigeria o in Sudan. La situazione Africana è oggi una delle più critiche nel mondo. Le società Africane, soprattutto quelle degli Stati sub-shaariani e dell’Africa centrate e occidentale sono intrappolate in realtà dove sottosviluppo, violenza, fame, povertà, malattie, analfabetismo e catastrofi naturali si alimentano a vicenda. I nuovi stati sono stati creati dall’esterno: sono creature artificiali in cui popolazioni ed etnie diverse, con stili di vita e interessi spesso contrapposti, si sono trovate a dover condividere spazi comuni che forse, lasciate libere di scegliere, non avrebbero condiviso. La fine della guerra fredda e il conseguente disgelo nelle relazioni internazionali hanno posto fine all’Africa nata dal colonialismo, ma non alla violenza collettiva e organizzata che quel sistema ha prodotto, i cui guasti e tragedie sono oggi parte della crisi del mondo ex coloniale. Si tratta di intere popolazioni sottoposte a dilaganti processi in cui intervengono sia mancanza di risorse e crisi produttive e di sviluppo, sia crisi di valori, di identità collettive e di istituti democratici che stentano a decollare, con il conseguente diffondersi a macchia d’olio di guerre e guerriglie, rivendicazioni nazionaliste, di guerre civili sanguinose. E le guerre civili si distinguono per due elementi di fondo: il livello di spietatezza e di ferocia e la reciproca negazione di legittimità da parte di ciascuno dei contendenti che consente ogni forma di eccesso contro la parte avversaria. Da tutto questo fuggono oggi, le migliaia di persone che approdano sulle coste italiane e che molti non vogliono, compresi alcuni che ricoprono importanti cariche istituzionali. Alcuni di questi politici hanno addirittura minacciato che se si adotteranno misure assistenziali nei confronti di questi diseredati occuperanno le prefetture.
Io spero che non si vada avanti per questa strada; se così fosse dovremmo ribellarci tutti in nome di una Costituzione che parla di solidarietà, uguaglianza e di dignità e  che si metta in atto una vera rivolta morale, non solo dei tanti che si sacrificano facendo volontariato per garantire almeno un minimo a questi “stranieri”, ma anche dei moltissimi che finora hanno praticato la poco nobile arte dell’indifferenza e della rassegnazione.
E l’ANPI, Nazionale e Locale è, come deve essere, in prima fila a guidare questa rivolta morale risvegliando le coscienze della gente e rivolgendosi soprattutto ai giovani, che saranno i cittadini di domani per cominciare a costruire insieme una società più giusta e democratica,  fondata sulla pace, la solidarietà, e sul reciproco rispetto, piuttosto che sull’odio e sulla divisione. E’ la società che sognavano i Partigiani che qui ricordiamo e onoriamo oggi insieme agli altri caduti jesini.

Luciano Taglianini, il Partigiano che mi ha fatto conoscere tante cose, ripeteva sempre che questi luoghi e quei morti andavano onorati perché  “perché i morti ce li avevamo messi noi”.

Al di fuori da ogni retorica, la dimostrazione che non sono morti inutilmente è la nostra presenza qui, davanti a questo cippo, che ricorda 7 giovani vite stroncate, 7 come quelle dei Fratelli Cervi, anche essi vittime della barbarie nazifascista.

Scriveva papà Cervi nel libro dedicato ai figli ricordando l’eccidio:
 “le nuore mi si avvicinarono e io piansi i figli miei. Poi, dopo il pianto dissi: dopo un raccolto ne viene un altro. Andiamo avanti”.

Noi, qui, sta sera, siamo il nuovo raccolto.

20 giugno 2015

Daniele Fancello

martedì 9 giugno 2015

Comunicato di sostegno ai 4 lavoratori licenziati dalla ditta Bora Srl

Comunicato  di  sostegno  ai  4 lavoratori licenziati dalla ditta Bora Srl



La sezione A.N.P.I. di  Jesi, esprime la propria solidarietà e sostegno  ai  4 lavoratori, tutti iscritti al sindacato Fiom  di cui un delegato,  licenziati nello scorso mese di Maggio dalla ditta Bora Srl .

Riteniamo che questo attacco ai lavoratori e al sindacato sia il risultato  dello stravolgimento dello Statuto dei Lavoratori operato dalla legge Fornero e dal Jobs Act , che mirano ad indebolire i diritti dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali, in contrasto con i principi espressi dalla Carta Costituzionale.

E’ nostra ferma intenzione dare tutto il sostegno possibile ai lavoratori coinvolti dai licenziamenti, affinchè possano essere reintegrati, quanto prima, nel loro posto di lavoro.



Jesi 09/06/2015   

martedì 19 maggio 2015

Report direttivo di venerdi 15 maggio 2015

Care e Cari tutti,
come prima cosa ci tengo a salutare e ringraziare per il suo dono a nome di tutta la nostra Associazione il Compagno Marco Pigliapoco, che presto speriamo di aver modo di riabbracciare tutti insieme.

Come già sapete  venerdì scorso si è riunito il Direttivo della nostra Sezione e vi aggiornerò velocemente su quanto discusso:

Per concludere il progetto “Resistenti” è necessario che la Siae ci quantifichi quanto dobbiamo pagare. Tutta la nostra pratica è in elaborazione addirittura alla sede di Roma. Appena arriveranno notizie vi faremo sapere.
Per le Celebrazioni del 71° Anniversario dell’Eccidio dei Martiri del 20 Giugno il Direttivo propone di indicare una Compagna o un Compagno della nostra sezione come Oratore Ufficiale. Al più presto dobbiamo indicare il nome al Comune e Armando si occuperà di tenere i rapporti con il Comune e con le altre associazioni del Comitato per la Difesa delle Istituzioni Democratiche. Per quanto riguarda la proposta di Gianfranco Frelli, purtroppo in questo momento non siamo in grado di occuparci dell’organizzazione dello spettacolo e non sapendo ancora quanto ci chiederà la siae per i dvd non abbiamo i soldi necessari.
Laura Zappelli si sta  occupando dell’organizzazione della Visita al Museo della Resistenza delle classi vincitrici del concorso fotoresistente.
Le tessere ad Honorem verranno spedite insieme alle tessere che ancora non sono state ritirate. La spedizione avverrà in occasione della convocazione dell’assemblea degli iscritti e simpatizzanti che si terrà Domenica 28 Giugno 2015 alle ore 9.30. La sede dell’assemblea verrà poi comunicata al più presto. I due temi principali che verranno trattati sono: l’approvazione del bilancio consuntivo e la riorganizzazione del Direttivo con la suddivisione dei compiti e degli incarichi.
Nei prossimi giorni qualcuno del Direttivo tenterà di andare a prendere informazioni presso lo sportello che il Comune ha attivato per le associazioni in modo da rinnovare la richiesta per una nuova sede.
Diversi soci e simpatizzanti hanno chiesto di organizzare anche quest’anno il viaggio al Museo Cervi il prossimo 25 Luglio 2015. E’ necessario però che ci si attivi per cercare gli sponsor e per organizzare il viaggio. Inoltre vi ricordo che dal 30 maggio al 2 giugno a carpi si svolgerà la festa Nazionale dell’Anpi. Vi comunicheremo al più presto se verranno organizzati bus per partecipare.
Vi segnalo infine che Adelmo Cervi il 21 maggio sarà a Filottrano. Se qualcuno riesce ad andare sarà l’occasione per capire quando e come recuperare gli eventi che erano saltati a causa del suo infortunio. http://www.viverejesi.it/index.php?page=articolo&articolo_id=533884

Buona settimana a tutti

Daniele Fancello

giovedì 7 maggio 2015

Ringraziamento alla Macina

La Sezione ANPI di Jesi ringrazia vivamente Gastone Pietrucci e “La Macina”, oltre all’attore Filippo Paolasini e la lettrice Paola Ricci per il regalo fatto all’ANPI stessa e a tutta la cittadinanza jesina in occasione del 25 Aprile con la rappresentazione “Finisco perché non ho più voglia di allungare”.
Lo spettacolo, tratto da un diario inedito di un ex internato in un campo di concentramento tedesco è stato un altro spiraglio di luce penetrato negli anni bui della violenza nazista calati nell’Europa intera ed ha messo in evidenza gli orrosi della guerra, e le sofferenze e le angherie subite dai soldati Italiani che dopo l’8 settembre si rifiutarono di aderire alla repubblica di Salò e di collaborare con i nazifascisti.
Il ringraziamento è esteso anche ai familiari del signor Lavalle che hanno messo a disposizione il diario del loro congiunto, consentendone la divulgazione, un gesto tanto più gradito dall’ANPI, che da sempre si adopera a far conoscere, soprattutto alle giovani generazioni, le vicende e i protagonisti degli anni della Resistenza e della guerra di Liberazione.

Sezione ANPI di Jesi

Convocazione Comitato Direttivo 15-05-2015 ore 21.00

Buona sera a tutti,
ci siamo presi qualche giorno di riposo dopo le fatiche del 25 Aprile. Un 25 Aprile veramente molto partecipato sia a Jesi che in tutti i Comuni in cui siamo stati presenti. Nonostante le difficoltà possiamo ritenerci veramente molto soddisfatti.
E’ necessario riunire il Comitato Direttivo ovviamente aperto a tutti i soci e simpatizzanti VENERDI 15 MAGGIO alle ore 21.00 per discutere alcune questioni che dividerò tra le più urgenti e quelle per le  abbiamo un po’ più tempo:

QUESTIONI URGENTI:
1.   Chiusura del progetto “Resistenti”: entro pochi giorni avremo a disposizione tutte le copie dei DVD. Resta ancora irrisolta la questione con la Siae che ancora ci deve far sapere a quanto ammonta l’importo da pagare per i diritti di autore delle poesie registrate. Se la cifra sarà alla nostra portata potremo procedere con la pubblicizzazione del lavoro e l’organizzazione delle presentazioni altrimenti dobbiamo discutere e decidere su come procedere per non rischiare di prendere multe che non sono alla nostra portata economica.
2.   Organizzazione Celebrazioni Martiri 20 Giugno: è necessario trovare un volontario che si occupi di organizzare con il Comune, le Associazioni e se possibile le scuole la celebrazione. Altrimenti l’unica soluzione è delegare al Comune l’organizzazione con .
3.   Organizzazione della Visita al Museo della Resistenza delle classi vincitrici del concorso fotoresistente
ALTRI TEMI DA TRATTARE
1.   Tessere ad Honorem: a causa dei numerosi impegni quest’anno ancora non siamo riusciti a provvedere alla consegna delle tessere ad Honorem. Dobbiamo decidere come fare per consegnarle.
2.   Assemblea iscritti e simpatizzanti: Entro del mese di giugno dobbiamo convocare l’assemblea degli iscritti per approvare il bilancio consuntivo del 2014 e aggiornare il Comitato Direttivo.
3.   Sede: Il comune di Jesi ha attivato un apposito sportello per le associazioni. Credo che sia importante andarci e rinnovare la nostra richiesta per una nuova sede.
4.   Aperture della sede
5.   Varie ed eventuali

Daniele Fancello

venerdì 17 aprile 2015

Verso il 70° della Resistenza Eventi in provincia di Ancona

18 APRILE RASSEGNA NAZIONALE DEL TEATRO DELLA SCUOLA SERRA SAN QUIRICO

19 APRILE OSIMO PREMIO FABRIZI ORE 17.30 PALAZZO COMUNALE

22 APRILE ORE 18.00 FABRIANO COMMEMORAZIONE ENGLES PROFILI
Come ogni anno, il 22 aprile, dal 1945 ad oggi, gli antifascisti fabrianesi si ritrovano al Cippo di Cancelli, la località dove venne rinvenuto il corpo senza vita del martire Engles Profili, che dopo terribili torture venne ammazzato dai nazifascisti il 22 aprile 1944 per la sua instancabile attività di antifascista e di oppositore irriducibile al regime.
Durante la Resistenza ebbe funzione di collegamento tra il CLN, i gruppi partigiani e i Gap, profittando della sua professione di medico chirurgo specialista nelle malattie polmonari. Per tale suo sacrificio, il 25 aprile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha consegnato ai figli Aldo e Enzo la Medaglia d’Oro al Valore Civile.

Interverrà alla commemorazione il Dott. Giancarlo Castagnari, ex sindaco di Fabriano. 
MERCOLEDÌ 22 APRILE ORE 18,00
CIPPO COMMEMORATIVO DI ENGLES PROFILI

PIAZZALE DEL CIMITERO DI CANCELLI - FABRIANO 

23 APRILE MONTEROBERTO (PIANELLO VALLESINA) I MATTI DEL DUCE

24 APRILE CUPRAMONTANA ORE 21.15 POESIA MUSICA E CANTI DELLA RESISTENZA

25 APRILE PARTENZA DELLA STAFFETTA DELLA MEMORIA

25 APRILE FABRIANO PRANZO SOCIALE
L’ANPI di Fabriano invita tutti i suoi Iscritti
e tutti gli Antifascisti a partecipare al Pranzo:

“25 Aprile: FESTA della LIBERAZIONE”
 Presso il Circolo FENALC di Albacina
 Costo del Pranzo € 14,00 (bevande comprese)
 MENU’ Normale:
 Antipasto:                    Ricco di Fave e Formaggi
Primo Piatto:                Penne all’Arrabbiata
Secondo Piatto:           Arrosto misto di carne, salsicce, verdure e patate
Contorno:                     Ricca Insalata mista
Dessert:                       Dolci della Casa, Caffè e Ammazzacaffè         
Bevande:                     Vino (Rosso o Bianco)
                                   Acqua fresca (oppure tiepida o calda)
 MENU’ Vegetariano su anticipata richiesta
Per prenotazioni:
Giacomo: 339.1100385
Tommaso: 347.3790226

25 APRILE ORE 21.00 ARCEVIA TEATRO MISA ANIMATA RESISTENZA

lunedì 6 aprile 2015

ATTENZIONE PROROGA Concorso fotografico "FotoResistente"

Ciao a tutti,
vi comunico che è possibile fino all’11 aprile 2015  partecipare alla prima edizione del concorso fotografico “FOTORESISTENTE”. In allegato trovate il manifesto e i moduli per aderire ma per ogni informazione potete contattare Eleonora ( 3470446893) oppure Laura ( 3407927947).
Dal 20 al 26 aprile avremo a disposizione la galleria del palazzo dei Convegni dove allestiremo la mostra e dove avverranno anche le premiazioni dei vincitori. Ovviamente chi vuole dare una mano organizzativa è il benvenuto basta scriverci alla mail anpijesi@aesinet.it

Daniele Fancello




La Sezione ANPI di Jesi ha il piacere di segnalare che è stato organizzato il 1° concorso fotografico “FotoResistente  sul tema della Resistenza  come fatto storico e delle nuove Resistenze che testimonino in che modo resistano i giovani d'oggi, diventando così motore di cambiamento positivo della società.
Tale progetto si inserisce nell'ambito della ricorrenza del 70° della Liberazione e intende stimolare una riflessione e una partecipazione attiva, in cui gli autori degli scatti interagiscano con i luoghi della memoria,con esperienze personali e familiari, con la letteratura o con la rappresentazione dei valori e degli ideali legati alla Resistenza.
Il tema è da intendersi in senso ampio, come resistenza a qualsiasi atto che violi le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione.
L'obiettivo è di sensibilizzare la cittadinanza, e in particolare gli studenti, sui valori che hanno animato la lotta di Resistenza e che rimangono alla base della nostra convivenza civile. Ricordare le scelte dolorose compiute da tanti giovani italiani, per difendere la dignità e la libertà, è un modo efficace per riflettere sulle forme della cittadinanza e sui valori della democrazia, della pace, dei diritti umani. La riflessione critica sul passato e lo studio della realtà locale possono contribuire a rendere i cittadini più consapevoli e responsabili.
Il tema della storia locale è particolarmente sentito dalla nostra associazione , per cui vediamo questo concorso anche come mezzo ideale per poter raccogliere documentazione sui nostri luoghi della memoria e sulle storie e i personaggi che hanno operato nel nostro territorio. A tal fine ci impegniamo a rendere disponibile ai partecipanti informazioni e materiale sulla Resistenza locale.

La partecipazione al concorso è gratuita. Il concorso prevede la premiazione di due categorie di vincitori: classi di studenti  e singoli partecipanti.

Restando a Vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento necessario inviamo i più cordiali saluti

Sezione ANPI di Jesi
347 0446893 Eleonora
340 7927947 Laura