venerdì 8 luglio 2016

PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA

Lunedì 25 luglio 2016 a Moie di Maiolati Spontini in piazza Kennedy dalle ore 18:00 si terrà la  “Pastasciutta antifascista”, festa organizzata dalle sezioni ANPI di Jesi, Moie, Serra San Quirico, Ostra, Chiaravalle e Ancona.
L’evento nasce dalla voglia di festeggiare e richiamare alla memoria il 25 luglio del 1943, quando fu grande festa in tutto il Paese per la caduta del fascismo e la famiglia Cervi a Campegine, insieme ad altre, portò la pastasciutta in piazza nei bidoni per il latte. La festa sarà in collegamento con l’Istituto Cervi di Gattatico (RE) e altre decine di piazze italiane in cui si svolgerà in contemporanea la “Pastasciutta antifascista”.
A tutti i partecipanti la pasta verrà offerta gratuitamente, inoltre saranno presenti stand gastronomici. La serata sarà animata dalla musica del gruppo musicale “Gang”, dal Coro 24 marzo e dal Dj Mescal, oltre che da mostre fotografiche e laboratori per i bambini.
Saranno presenti i banchetti delle sezioni ANPI, organizzatrici dell’evento, e delle seguenti associazioni: CGIL, FIOM, SPI, Movimento delle Agende Rosse Ancona e Provincia, Italia Cuba Senigallia, Arci Jesi e Fabriano, Casa delle Culture Jesi, Casa delle Donne Jesi, Emergency, Consulta per la Pace Jesi, Casa delle Culture Moie, Centro Studi Libertari Jesi, Ya Basta Marche, Comitato per il No Jesi e Vallesina.

Partecipate numerosi! 



mercoledì 6 luglio 2016

Commemorazione eccidi di Chigiano e Valdiola: l'orazione di MATTEO PETRACCI

Chigiano, 3 luglio 2016.

Ci sono cose che non sono misurabili.
Esistono ma non hanno peso, non hanno altezza, non hanno profondità né lunghezza.
Non le vediamo, non le possiamo toccare ma sappiamo che ci sono. Esistono in noi ed intorno a noi.
I sentimenti, ad esempio, o il ricordo di una persona che non c’è più, come Bruno [Taborro]. Il ricordo di Bruno è qualcosa di immateriale. Non possiamo misurarlo ma c’è, lo sentiamo vivo, e lo teniamo vivo.
L’antifascismo è anche questo. È innanzitutto un sentimento e, come tale – ha sostenuto Paul Corner - può essere manifesto, represso o vissuto in silenzio.
Un sentimento particolare, che, come la Costituzione italiana, nasce da una precisa esperienza storica e viene tramandato di generazione in generazione.
La Costituzione italiana, come è riconosciuto, è democratica ed antifascista perché frutto dell’esperienza storica del fascismo e dell’antifascismo che, attraverso essa, ha trovato la sua declinazione positiva: ciò che il fascismo aveva negato la Costituzione afferma:
-          L’uguaglianza dei cittadini, e l’impegno della Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono un pieno conseguimento.
-          I diritti politici, i diritti civili ed i diritti sociali che essa afferma.
-          Il ripudio della guerra.
La Costituzione italiana è democratica ed antifascista perché, per i suoi oppositori, non prevede la condanna al carcere o l’invio al confino, istituti e forme di persecuzione invece utilizzati dal fascismo:
-          Decine di condanne a morte comminate dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato
-          Oltre 27.000 anni di carcere a cui sono stati condannati gli oppositori
-          Decine di migliaia di confinati ed ammoniti. Persone a cui, in nome delle loro scelte ideali, è stata cancellata ogni possibilità di vivere una esistenza serena.
È democratica ed antifascista perché, nei suoi articoli, tutti e complessivamente intesi, viene tracciata una visione della società dove il potere ed i meccanismi decisionali salgono dal basso verso l’alto, attraverso alcune previsioni: la centralità del Parlamento, il sistema di pesi e contrappesi, il riconoscimento dei corpi intermedi e del loro ruolo nella società.
Il fascismo, invece, proponeva una visione discendente del rapporto tra Stato e individuo, bonapartista. Una visione che non prevedeva mediazioni tra rappresentanti e rappresentati, dove il regime non trovava legittimazione politica attraverso lo svolgimento di libere elezioni ma attraverso un plebiscito, dove i rappresentati venivano chiamati ad esprimersi con un Si o un No sulla lista dei deputati.
Purtroppo, ad oltre 70 anni di distanza da quegli eventi, ci sono luoghi dove ancora la Costituzione non vige o ha smesso di essere vigente:
-          Le carceri
-          Le fabbriche e i campi esposti al caporalato, allo sfruttamento ed al lavoro schiavistico
-          Le corsie degli ospedali o le scuole dove i diritti costituzionali vengono erosi
-          Le nostre coste. Il mare. In mare non è soltanto la Costituzione a non essere più vigente, ma la stessa Legge del mare
Allora, per noi, l’antifascismo è quel sentimento che ci fa scattare ed indignare ogni volta che vediamo / sentiamo calpestare la Costituzione.
In questo senso, l’antifascismo e la memoria sono degli anticorpi.
Oggi siamo qui per ricordare la battaglia di Valdiola e gli eccidi di Braccano e Chigiano.
Siamo qui per commemorare. Cum – Memorare: Ricordare insieme, in modo solenne.
Ricordiamo insieme ciò che l’uomo può fare ad altri uomini quando li disumanizza, quando li rende meno che umani. E ciò costituisce una lezione valida allora, oggi e sempre.
Ricordiamo insieme i cinque giovani osimani picchiati, evirati, soffocati, buttati dal ponte e poi lapidati. E badate bene che non sono stati disumanizzati nel momento stesso in cui venivano seviziati ma sono stati disumanizzati prima, in quanto partigiani, bastardi, nemici politici a cui non concedere tregua e quartiere. Ed è ciò che ha reso possibile le sevizie.
Ricordiamo insieme Dimitrov, il giovane che stava con loro costretto ad assistere alla scena prima di essere fucilato. Uno dei 22 milioni di sovietici morti durante la seconda guerra mondiale. Sovietici che, secondo il progetto nazista, erano da considerarsi sub-umani, per i quali non valevano nemmeno le convenzioni internazionali e, per tale motivo, a milioni sono stati lasciati morire in prigionia.
Ricordiamo insieme milioni e milioni di morti. Donne e uomini spogliati della loro umanità e, in virtù di questo, sterminati:
-          6 milioni di ebrei
-          Centinaia di migliaia di rom e sinti
-          Omosessuali
-          Malati mentali
-          Decine di migliaia di slavi, greci ed etiopici gasati, arsi visi e fucilati, anche dall’Italia fascista
Insieme a questo, ricordiamo (e contemporaneamente celebriamo, in questo caso) ciò che le donne e gli uomini liberi e di buona volontà fanno quando vengono posti di fronte al dominio, alla sopraffazione ed al razzismo: si organizzano e si ribellano.
Oggi celebriamo le gesta di donne e uomini che, di fronte alla vigenza della legge della forza, si sono fatti fuorilegge.
Il 25 aprile è la nostra festa della Liberazione. Festeggiamo un’insurrezione, un atto di ribellione generale. Il 25 aprile è un atto di disobbedienza e la Costituzione che ne è frutto è frutto di un atto di disobbedienza.
Ricordiamolo ogni volta che l’orizzonte davanti ai nostri occhi sembra chiudersi.
Ricordiamolo ogni volta che la disumanizzazione del prossimo prepara alla sua messa a morte, o a lasciarlo morire nell’indifferenza.
Di fronte a questi scenari, il nostro sentimento ci dice che la disobbedienza è una virtù.
Dietro di me, in questa lapide, ci sono i nomi delle vittime degli eccidi. Sono nomi diversi, di diversa provenienza nazionale.
In questi giorni, dove sono in molti a farsi domande sulle sorti dell’Europa, noi ci troviamo qui, e ci chiediamo che tipo di Europa avrebbero voluto loro.
La Banda Mario era composta da italiani, britannici, francesi, sovietici, ebrei, slavi, eccetera, eccetera, eccetera. Partigiani, Partisans, Partizan, Partisanen. La stessa parola, le stesse ragioni, la stessa lotta.
A volte sembra esserci stata più identità europea allora tra queste montagne e queste valli che oggi in alcune sedi istituzionali, e forse, se volessimo risalire alle radici di questa identità, proprio tra montagne come queste dovremmo ricominciare a muoverci.
Un discorso di Franco Cingolani – nome di battaglia CiFra, ufficiale dell’esercito italiano che, dopo l’8 settembre del 1943, si era dato alla macchia ed aveva raggiunto il San Vicino - restituisce pienamente il clima che si respirava in quei giorni, spiega molto meglio delle mie parole quello che vorrei esprimere e, seppur pronunciato in occasione del Ventennale della Liberazione, rappresenta una riflessione sempre valida:
«Sentiamo ancora il calore che ci affratellava anche quando qualcuno cercava di opporci, di dividerci, di separarci; quando nulla poteva dividerci: quando la passione, l’ideale, il futuro era in ciascuno di noi così limpidamente configurato, che non resta difficile ritornare ai momenti più significativi di quelle giornate, di quelle serate, quando i colloqui in italiano, in slavo, in russo, in inglese, in somalo erano talmente comprensibili in un meraviglioso ricomporsi di una lingua universale, che solo la fratellanza umana poteva rendere possibile»

Ora e sempre Resistenza.
Matteo Petracci




Commemorazione eccidi di Chigiano e Valdiola: l'orazione di MATTEO PETRACCI

Chigiano, 3 luglio 2016.

Ci sono cose che non sono misurabili.
Esistono ma non hanno peso, non hanno altezza, non hanno profondità né lunghezza.
Non le vediamo, non le possiamo toccare ma sappiamo che ci sono. Esistono in noi ed intorno a noi.
I sentimenti, ad esempio, o il ricordo di una persona che non c’è più, come Bruno [Taborro]. Il ricordo di Bruno è qualcosa di immateriale. Non possiamo misurarlo ma c’è, lo sentiamo vivo, e lo teniamo vivo.
L’antifascismo è anche questo. È innanzitutto un sentimento e, come tale – ha sostenuto Paul Corner - può essere manifesto, represso o vissuto in silenzio.
Un sentimento particolare, che, come la Costituzione italiana, nasce da una precisa esperienza storica e viene tramandato di generazione in generazione.
La Costituzione italiana, come è riconosciuto, è democratica ed antifascista perché frutto dell’esperienza storica del fascismo e dell’antifascismo che, attraverso essa, ha trovato la sua declinazione positiva: ciò che il fascismo aveva negato la Costituzione afferma:
-          L’uguaglianza dei cittadini, e l’impegno della Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono un pieno conseguimento.
-          I diritti politici, i diritti civili ed i diritti sociali che essa afferma.
-          Il ripudio della guerra.
La Costituzione italiana è democratica ed antifascista perché, per i suoi oppositori, non prevede la condanna al carcere o l’invio al confino, istituti e forme di persecuzione invece utilizzati dal fascismo:
-          Decine di condanne a morte comminate dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato
-          Oltre 27.000 anni di carcere a cui sono stati condannati gli oppositori
-          Decine di migliaia di confinati ed ammoniti. Persone a cui, in nome delle loro scelte ideali, è stata cancellata ogni possibilità di vivere una esistenza serena.
È democratica ed antifascista perché, nei suoi articoli, tutti e complessivamente intesi, viene tracciata una visione della società dove il potere ed i meccanismi decisionali salgono dal basso verso l’alto, attraverso alcune previsioni: la centralità del Parlamento, il sistema di pesi e contrappesi, il riconoscimento dei corpi intermedi e del loro ruolo nella società.
Il fascismo, invece, proponeva una visione discendente del rapporto tra Stato e individuo, bonapartista. Una visione che non prevedeva mediazioni tra rappresentanti e rappresentati, dove il regime non trovava legittimazione politica attraverso lo svolgimento di libere elezioni ma attraverso un plebiscito, dove i rappresentati venivano chiamati ad esprimersi con un Si o un No sulla lista dei deputati.
Purtroppo, ad oltre 70 anni di distanza da quegli eventi, ci sono luoghi dove ancora la Costituzione non vige o ha smesso di essere vigente:
-          Le carceri
-          Le fabbriche e i campi esposti al caporalato, allo sfruttamento ed al lavoro schiavistico
-          Le corsie degli ospedali o le scuole dove i diritti costituzionali vengono erosi
-          Le nostre coste. Il mare. In mare non è soltanto la Costituzione a non essere più vigente, ma la stessa Legge del mare
Allora, per noi, l’antifascismo è quel sentimento che ci fa scattare ed indignare ogni volta che vediamo / sentiamo calpestare la Costituzione.
In questo senso, l’antifascismo e la memoria sono degli anticorpi.
Oggi siamo qui per ricordare la battaglia di Valdiola e gli eccidi di Braccano e Chigiano.
Siamo qui per commemorare. Cum – Memorare: Ricordare insieme, in modo solenne.
Ricordiamo insieme ciò che l’uomo può fare ad altri uomini quando li disumanizza, quando li rende meno che umani. E ciò costituisce una lezione valida allora, oggi e sempre.
Ricordiamo insieme i cinque giovani osimani picchiati, evirati, soffocati, buttati dal ponte e poi lapidati. E badate bene che non sono stati disumanizzati nel momento stesso in cui venivano seviziati ma sono stati disumanizzati prima, in quanto partigiani, bastardi, nemici politici a cui non concedere tregua e quartiere. Ed è ciò che ha reso possibile le sevizie.
Ricordiamo insieme Dimitrov, il giovane che stava con loro costretto ad assistere alla scena prima di essere fucilato. Uno dei 22 milioni di sovietici morti durante la seconda guerra mondiale. Sovietici che, secondo il progetto nazista, erano da considerarsi sub-umani, per i quali non valevano nemmeno le convenzioni internazionali e, per tale motivo, a milioni sono stati lasciati morire in prigionia.
Ricordiamo insieme milioni e milioni di morti. Donne e uomini spogliati della loro umanità e, in virtù di questo, sterminati:
-          6 milioni di ebrei
-          Centinaia di migliaia di rom e sinti
-          Omosessuali
-          Malati mentali
-          Decine di migliaia di slavi, greci ed etiopici gasati, arsi visi e fucilati, anche dall’Italia fascista
Insieme a questo, ricordiamo (e contemporaneamente celebriamo, in questo caso) ciò che le donne e gli uomini liberi e di buona volontà fanno quando vengono posti di fronte al dominio, alla sopraffazione ed al razzismo: si organizzano e si ribellano.
Oggi celebriamo le gesta di donne e uomini che, di fronte alla vigenza della legge della forza, si sono fatti fuorilegge.
Il 25 aprile è la nostra festa della Liberazione. Festeggiamo un’insurrezione, un atto di ribellione generale. Il 25 aprile è un atto di disobbedienza e la Costituzione che ne è frutto è frutto di un atto di disobbedienza.
Ricordiamolo ogni volta che l’orizzonte davanti ai nostri occhi sembra chiudersi.
Ricordiamolo ogni volta che la disumanizzazione del prossimo prepara alla sua messa a morte, o a lasciarlo morire nell’indifferenza.
Di fronte a questi scenari, il nostro sentimento ci dice che la disobbedienza è una virtù.
Dietro di me, in questa lapide, ci sono i nomi delle vittime degli eccidi. Sono nomi diversi, di diversa provenienza nazionale.
In questi giorni, dove sono in molti a farsi domande sulle sorti dell’Europa, noi ci troviamo qui, e ci chiediamo che tipo di Europa avrebbero voluto loro.
La Banda Mario era composta da italiani, britannici, francesi, sovietici, ebrei, slavi, eccetera, eccetera, eccetera. Partigiani, Partisans, Partizan, Partisanen. La stessa parola, le stesse ragioni, la stessa lotta.
A volte sembra esserci stata più identità europea allora tra queste montagne e queste valli che oggi in alcune sedi istituzionali, e forse, se volessimo risalire alle radici di questa identità, proprio tra montagne come queste dovremmo ricominciare a muoverci.
Un discorso di Franco Cingolani – nome di battaglia CiFra, ufficiale dell’esercito italiano che, dopo l’8 settembre del 1943, si era dato alla macchia ed aveva raggiunto il San Vicino - restituisce pienamente il clima che si respirava in quei giorni, spiega molto meglio delle mie parole quello che vorrei esprimere e, seppur pronunciato in occasione del Ventennale della Liberazione, rappresenta una riflessione sempre valida:
«Sentiamo ancora il calore che ci affratellava anche quando qualcuno cercava di opporci, di dividerci, di separarci; quando nulla poteva dividerci: quando la passione, l’ideale, il futuro era in ciascuno di noi così limpidamente configurato, che non resta difficile ritornare ai momenti più significativi di quelle giornate, di quelle serate, quando i colloqui in italiano, in slavo, in russo, in inglese, in somalo erano talmente comprensibili in un meraviglioso ricomporsi di una lingua universale, che solo la fratellanza umana poteva rendere possibile»

Ora e sempre Resistenza.
Matteo Petracci




L'eccidio della Valmusone. L'intervento di ANNARITA CAMERUCCI per l'ANPI

Buon giorno
Sono qui oggi,su invito del comune di Staffolo che ringrazio,come rappresentante dell’anpi  ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA ,per commemorare insieme a voi coloro che il 29 giugno 1944 ai lati di questo piazzale vennero uccisi dai nazisti ai fini di una rappresaglia.
Vorrei ricordare i loro nomi e la loro provenienza perché possano essere ricordati attraverso noi nella loro identità umana e non solo come semplici vittime. Anche perché pur non essendo cittadini di Staffolo, sono entrati a far parte della nostra storia e la loro tragica fine avvenuta nel nostro paese li ha resi in qualche modo nostri fratelli.Sono:
Alesci  Antonio nato a Bisaquino Palermo   di 24 anni
Farroni   Francesco nato a Cerreto d’Esi      di 29 anni
Galletti   Nando  nato a Visso  l’8 ottobre di 20 anni
Magnani  Domenico nato a Stradella Pavia  di 19 anni
Paparoni   Cleto nato a Tolentino  di 38 anni
Verducci  Alceste  nato a Tolentino   di 39 anni
Zini Anteo nato a Pesaro di 20 anni
Di eccidi di questo tipo ne fu piena l’Italia durante il periodo della guerra e ancor più della Resistenza,dove non solo i partigiani pagarono con la vita lo scotto  della libertà dall’invasione nazista e dal fascismo ,ma anche la popolazione civile ,donne vecchi e bambini,pagarono un tributo altissimo.
Questa che oggi noi ricordiamo è la memoria di un sacrificio che ritengo necessario ed estremamente importante tramandare,perché quel castello di libertà valori umani e democrazia che i giovani martiri hanno contribuito ad edificare a costo della loro vita,non debba crollare sotto il peso dell’indifferenza. In un periodo storico dove tutto questo sembra non avere più significato noi dobbiamo con determinazione ricordare e difendere quello che con il loro sacrificio ci hanno donato,cioè i valori racchiusi nella nostra costituzione, i valori della libertà,dell’uguaglianza(tema oggi quanto mai sentito),del lavoro, della sovranità popolare,cioè del popolo che partecipa in prima persona alla costruzione della vita democratica.
L’anpi ha come impegno principale quello di favorire e sostenere un dialogo con i giovani e con le scuole affinché i valori della nostra costituzione siano alla base della loro educazione alla convivenza civile, del concetto di giustizia e coscienza dei diritti e dei doveri ,e affermino oggi più che mai una democrazia avuta al prezzo di sacrifici e vite umane.
Sono molto onorata sia come membro dell’anpi ma anche come cittadina di Staffolo di commemorare una tragica storia che mi ha accompagnata fin dall’infanzia nei racconti dei miei familiari e concittadini,e che io stessa ho cercato di trasferire a mio figlio con tutto ciò che essa rappresenta ,perché cresca consapevole di quanto importante sia la libertà e la democrazia. Non bisogna mai dimenticare come disse Maria Cervi che nessuna conquista è per sempre che c’è sempre qualcuno interessato a togliercela ,per cui resistere non è solo un dovere ma una necessità.
Concludo citando la frase che Don Andrea Gallo  rivolta ai giovani
Cari ragazzi io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia ora sono vecchio devo vederla morire?

La speranza siete voi, restiamo umani.


martedì 21 giugno 2016

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ISCRITTI E SIMPATIZZANTI Venerdi 24 giugno ore 21.00

24 GIUGNO 2016

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI


è convocata (in prima convocazione martedi 21 giugno 2016 ore 8.00) e in seconda convocazione

VENERDI 24 GIUGNO  2016 Alle ore 21.00

presso
 “CASA DELLE DONNE”
Via Colocci 6 Jesi

 

l’assemblea degli iscritti e simpatizzanti della Sezione ANPI di Jesi con il seguente Ordine del Giorno:
·         Relazione sulle attività svolte e in cantiere;
·         Programmazione prossime attività;
·         Illustrazione e approvazione del bilancio consuntivo 2016;

·         Varie ed eventuali

martedì 7 giugno 2016

A mia nonna Leda, per questa memoria che mi ha profondamente toccato di MARCO TORCOLETTI

A mia nonna Leda, per questa memoria che mi ha profondamente toccato
Ci sono grandi storie e dietro a queste, talvolta, alcune più piccole e solo in apparenza meno significative. A volte mi chiedo quali pensieri accompagnarono Emilio nel cammino verso Moie, dove si stava recando per recuperare le spoglie del fratello di sua moglie, Libero Leonardi. Un percorso lento, un passo dietro l'altro, scandito dal cigolio della carriola, destinata a ricondurre a casa il corpo del cognato, malamente sepolto nei pressi del luogo del martirio. Dopo oltre 70 anni la primogenita di Emilio, mia nonna Leda, non ne parla volentieri. A quel tempo era solo una giovane sfollata, cui evitare eccessivi traumi, poiché prossima al parto. Suo padre, informato del triste epilogo successivo alla cattura, non poteva sapere dell'acqua bollente nelle scarpe, delle incisioni sulle vene, dei giorni costretto a starsene accucciato sotto un lavandino, né delle vuote orbite oculari. Qualcosa di più orribile della semplice morte, unica certezza alla base di quella pietosa missione. Che stato d'animo, quali pensieri? Forse fu la silenziosa rassegnazione di chi è uso alle tribolazioni ad accompagnarne il cammino, sino all'individuazione del luogo in cui scavare, con le sole mani sulla nuda terra che si infilava sotto le unghie. Ed ecco la terribile scoperta, il probabile sgomento e la fatica del ritorno, nella crescente afa di un giorno d'estate. L'inedito retroscena di una eroica vicenda, che riemerso dalle nebbie della memoria, ne restituisce un ulteriore drammatico tassello. Il racconto di un viaggio senza speranza, dettato da un affettuoso imperativo e consumato nella fatica e nel silenzio. Lo stesso che oggi si accompagna ad altre peregrinazioni, non meno terribili e ben più lunghe, diverse nelle cause ma ugualmente gravide di tanti pensieri. Talvolta, solo di rado, illuminati dalla speranza.

venerdì 3 giugno 2016

comunicazioni importanti

Buongiorno a tutti,
purtroppo nei prossimi giorni avrò più difficoltà a seguire gli impegni della nostra associazione per motivi familiari. Per questo, visti i numerosi impegni che come sempre ci attendono, vi chiedo un ulteriore sforzo a tutti quanti per portare avanti le nostre attività. Intanto cerco di aggiornarvi rapidamente:

CLELEBRAZIONE MARTIRI XX GIUGNO: Più di due settimane fa ho fatto richiesta al Comune di convocare il Comitato per la Difesa delle Istituzioni Democratiche, ma ad oggi ancora non è giunta risposta. Avevo anche chiesto un appuntamento con il Sindaco ma nemmeno quello ci è stato ancora accordato. Come già sapete quest’anno in occasione delle Celebrazioni per ricordare i martiri del XX Giugno abbiamo invitato il Senatore Antonio Pizzinato. Ho provveduto a prenotare anche il palazzo dei convegni in caso ci sia brutto tempo in modo che non ci salti l’iniziativa.

FESTA CIRCOLO ARCI LA CAPANNA: il 18 e 19 giugno siamo stati invitati ad allestire un nostro banchetto / gazebo in occasione della festa dell’arci a Rosora. Avevamo partecipato anche lo scorso anno. Dobbiamo rimediare se possibile un gazebo e organizzarci con la sezione di Moie per garantire le presenze.

COMITATO PER IL NO: l’11 e 12 giugno saranno le due giornate finali per la raccolta delle firme. E’ necessaria una nostra grande mobilitazione. Come già sapete in sezione potete trovare i manifesti e i volantini che dobbiamo distribuire. Invitate a firmare chi non l’ha già fatto. Nelle settimane scorse si è avuta una straordinaria risposta dai cittadini Jesini e della Vallesina…ma è importante raccogliere fino all’ultima firma utile. Sabato 11 giugno invece ci sarà l’iniziativa al palazzo dei convegni con il prof Roberto Mancini.  Il Comitato per il no di Jesi e della Vallesina si riunirà nuovamente GIOVEDI 9 GIUGNO  alle 21.00 presso la sede dell’arci di Piazza Federico II, ovviamente siete tutti invitati a partecipare.  Vi segnalo anche l’iniziativa con il prof. Volpi che però si terrà a Fabriano martedi 7 giugno.

PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA: L’organizzazione della festa stà procedendo in maniera ottima. Grazie alla pro loco di Moie avremo a disposizione le strutture e tutto l’aiuto necessario per le domande all’asur. Noi penseremo alla Siae. Dobbiamo trovare altri sponsor. Per ora abbiamo sicuri la CGIL, la COOP e la Moncaro. Inoltre appena l’istituto Cervi ci manderà i file dovremo procedere rapidamente alla stampa dei manifesti e del materiale informativo.

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI: Il direttivo ha proposto di convocare l’assemblea per venerdi 24 giugno alle ore 21.00 in modo di procedere all’approvazione del bilancio consuntivo del 2015 e di discutere sulle prossime iniziative ed eventi che ci vedranno protagonisti come sempre.

Buon weekend a tutti


Daniele Fancello