venerdì 7 novembre 2014
lunedì 3 novembre 2014
Convocazione comitato direttivo 6 novembre e prossimi eventi
Buon inizio di settimana a tutti,
vi chiedo di poterci vedere GIOVEDI 6 NOVEMBRE alle ore 18.00 presso la nostra sede per discutere insieme sulle:
- Valutazioni sull’iniziativa con Gaetano Azzariti
- Organizzazione incontro con Maurizio Viroli
- Partecipazione al bando del Comune di Jesi per le associazioni (progetto mostra fotografica e calendario)
- Preparazione di piano delle attività per il 2015
- Proposte per i gruppi di lavoro del Comitato Provinciale
Vi segnalo i prossimi eventi:
Sabato 8 novembre ore 15.30 Comitato provinciale ANPI (sede ANPI Ancona)
Sabato 8 novembre ore 17.30 Inaugurazione della mostra “La Rivoluzione mancata: Jesi e la Settimana Rossa”
Domenica 9 novembre ore 10.00 Celebrazioni del 4 novembre
Venerdi 21 novembre Galleria degli stucchi (Pinacoteca Jesi) “Il migliore Palmiro Togliatti tra cultura e politica a mezzo secolo dalla morte”
Venerdi 28 novembre incontro sulle riforme della Costituzione con Maurizio Viroli Teatro Astoria ore 18.00 Belvedere Ostrense
Ci vediamo giovedi!
Daniele Fancello
domenica 2 novembre 2014
Intervento di Raffaella Santoni alla presentazione di "Bandiera rossa sul Campanile"
Sono Raffaella Santoni e mio nonno, Attilio Santoni, è colui che ha
messo la bandiera rossa sul campanile. Vorrei ringraziare gli autori e tutti coloro
che hanno collaborato alla stesura di questo volume che in maniera rigorosa
riannoda le fila di avvenimenti e personaggi del ventennio fascista della
nostra città, strappando dall’oblio o dall’indifferenza fatti e persone
importanti della storia locale.
Sono orgogliosa che per quest’opera sull’antifascismo jesino sia stato
scelto proprio questo titolo.
In altre circostanze in cui ero presente, il gesto della bandiera sul
campanile è stato citato e ricordato.
Certamente ne sono felice, vorrei però che non si dimenticasse che
questo atto non è stato un gesto estemporaneo nella vita di mio nonno, che al
contrario sin da giovanissimo ha scelto di essere antifascista, pagandone le
conseguenze, e lo è stato per tutta la sua vita, con coerenza, onestà e
generosità.
Nel libro un passo mi ha colpito particolarmente: gli antifascisti
«locali» come i fratelli Severini, Berti, Liuti, Santoni e altri, sono stati
identificati come una sorta di testimonianza vivente, rappresentanti di un
antifascismo esistenziale.
Io oggi vorrei ringraziare quegli antifascisti, perché la loro vita è
stata un esempio che ha avuto un’efficacia arrivata fino
alla mia generazione.
Ne è una dimostrazione il fatto che siamo in tanti, noi giovani, a
essere iscritti all’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia),
perché crediamo nella libertà, nella democrazia, nella giustizia sociale,
ideali che la mia famiglia mi ha sempre trasmesso.
Attraverso l’A.N.P.I. ci impegniamo a tenere viva e a tramandare la
memoria, ma anche a tutelare nella società civile, i valori che dalla lotta di
liberazione, nei quali crediamo fermamente, si sono tramandati nelle
istituzioni e nella società.
Gli uomini e le donne antifascisti, i partigiani e le partigiane,
hanno seminato un seme, un seme che in me e in tanti altri giovani ha
germogliato; ancora una volta li ringrazio dal profondo del cuore, per questo
dono grande e prezioso.
giovedì 30 ottobre 2014
Comunicato stampa DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE
COMUNICATO STAMPA –
DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE
Venerdi 31
ottobre 2014, alle ore 17.30, presso l’Aula magna della Fondazione Colocci, la
Sezione ANPI di Jesi ha organizzato un incontro con Il prof. Gaetano Azzariti
dal titolo: “Dalla Parte della Costituzione”, per parlare delle riforme elettorali
e della Costituzione. Porterà il saluto della Fondazione Colocci il prof.
Gabriele Fava, per la Sezione ANPI di Jesi introdurrà l'Avvocato Daniele Bendia.
L’incontro
vuole essere l’occasione per analizzare, anche nella nostra realtà, l’effetto delle scelte politiche a livello
nazionale che sono in discussione in questi giorni. L’ANPI è ben consapevole della
situazione difficile e precaria su tutti i fronti, interni ed esterni, delle tendenze
preoccupanti e dei rischi per il Paese, nella crescente difficoltà di uscire
finalmente dalla crisi, mentre si spera ancora di risolverla sulla base
dell’equità e della giustizia sociale. Preoccupano il distacco dei cittadini,
l’indifferenza, la convinzione dell’ultima spiaggia e della mancanza di
alternative, la poca attenzione alle riforme costituzionali ed alle questioni
di fondo come crescita, sviluppo, creazione di posti di lavoro, trattamento “
dignitoso” del lavoro e il poco impegno dei cittadini e delle Istituzioni sul piano dell’antifascismo e della democrazia.
Tutti
questi temi intendiamo affrontare con il Costituzionalista GAETANO AZZARITI, invitando
i partiti, i sindacati e i cittadini a confrontarsi.
Il
direttivo della sezione ANPI di Jesi
mercoledì 29 ottobre 2014
lunedì 20 ottobre 2014
BANDIERA ROSSA SUL CAMPANILE
Venerdì 24
ottobre, alle ore 17.30, presso la Sala Maggiore del Palazzo della Signoria,
verrà presentato il libro: “Bandiera
rossa sul campanile. Antifascisti (e fascisti) a Jesi” , autori Aroldo
Cascia e Patrizia Rosini, edito da “affinità
elettive”.
L’iniziativa
è stata promossa dall’Istituto Gramsci Marche, dall’Anpi di Jesi, dall’Istituto
Storia Marche e gode del Patrocinio del Comune di Jesi, Assessorato alla
cultura.
Aroldo
Cascia, professore di geografia generale ed economica, è stato sindaco di Jesi
dal 1975 al 1983, poi senatore dal 1983 al 1992 nelle liste del PCI, ha diretto
negli anni sessanta il periodico “Il
Dialogo”. E’ coautore di Storie di
Jesi sovversiva e di Dignità
conquistata, da contadini ad agricoltori nelle Marche.
Patrizia
Rosini, docente di materie letterarie nelle scuole superiori di Jesi, è sindaco
di Staffolo. E’ coautrice di L’altra
guerra. Le memorie di Kruger Berti.
Del volume
parleranno Amoreno Martellini, docente di Storia presso l’Università di Urbino
e Direttore dell’Istituto di Storia Marche, e Roberto Petrini, giornalista de
La Repubblica.
Il titolo
del saggio prende spunto da un episodio del 21 aprile 1931 (Natale di Roma) quando l’anarchico Attilio Santoni, assieme adAlberico Sabatini
e Bruno Renzi, nottetempo salì sul campanile del Duomo ed issò una bandiera
rossa con la scritta: “viva la
Spagna-risvegliamoci”. In Spagna, nelle elezioni del 12 aprile 1931,
avevano vinto i repubblicani, era stato allontanato il re e proclamata la
repubblica.
Il lavoro di
Cascia e Rosini riprende la storia cittadina là dove “Storie di Jesi sovversiva” (Aroldo Cascia/Pietro Fanesi, Il lavoro editoriale, 1955) si era
fermato, cioè all’avvento del fascismo. Il libro riannoda il corso degli eventi
e racconta le vicende vissute da tutti coloro, anarchici, repubblicani,
socialisti, comunisti, cattolici che, a Jesi, si opposero
durante il ventennio al potere del regime mussoliniano cercando di mantenere
viva la fiducia nella riconquista delle libertà democratiche andate perdute
durante la dittatura.Sullo sfondo della ricerca emergono anche, come del resto
recita il titolo, anche figure di fascisti che hanno avuto un ruolo importante
nella vita cittadina.
Contrariamente
a quanto avvenuto nella maggior parte d’Italia, nelle elezioni del 1924, il
fascismo a Jesi subì una cocente sconfitta,più di trecento jesini, tra gli anni
venti e trenta, furono schedati dalla polizia fascista nel “casellario giudiziario centrale” a Roma
(molti di più aggiungendo ad essi quelli schedati solo negli elenchi della
questura). Tutto questo testimonia l’ampiezza di una opposizione che però incontrava
molti ostacoli ad agire sul piano concreto in anni in cui il fascismo godeva di
un ampio consenso tra le masse.
Il volume di
Cascia e Rosini, ricco di personaggi e
di vicende,oltre a ricostruire un periodo importante di storia jesina, mette a fuoco anche le difficoltà da parte di coloro
che si opponevano, pur numerosi, a
trovare la forza e il coagulo necessari per lottare efficacemente contro un
potere nel suo momento di massimo vigore.
“ Gli autori di questo
volume non dimenticano mai da che parte stare, – scrive nella Prefazione al
libro lo storico Massimo Papini – ma lo
fanno da storici e non da tifosi, ben sapendo che ogni avvenimento, ogni personaggio,
deve passare la verifica storica e questa deve essere onesta fino in fondo. Ben
sapendo, in fin dei conti, che è proprio nel dna dell’antifascismo il rispetto
della verità. Solo allora lo storico può procedere nel suo lavoro e scoprire
che l’antifascismo, prima di essere un valore, o proprio per diventare tale, è
stato il percorso umano di donne e uomini che hanno vissuto sulla loro pelle il
travaglio di chi non accettava le regole di un sistema totalitario, negatore
delle libertà fondamentali. Forse solo attraverso la ricostruzione delle loro
esperienze, individuali e poi collettive, si arriva a percepire il valore
storico dell’antifascismo e la sua attualità”.
In appendice al
volume sono riportati i nomi di tutti gli jesini che la polizia fascista schedò
nel “casellario giudiziario centrale di
Roma”.
Iscriviti a:
Post (Atom)






