lunedì 3 novembre 2014

Celebrazioni 4 novembre a Jesi e Monsano



Convocazione comitato direttivo 6 novembre e prossimi eventi

Buon inizio di settimana a tutti,
vi chiedo di poterci vedere GIOVEDI 6 NOVEMBRE alle ore 18.00 presso la nostra sede  per discutere insieme sulle:

  •  Valutazioni sull’iniziativa con Gaetano Azzariti
  • Organizzazione incontro con Maurizio Viroli
  • Partecipazione al bando del Comune di Jesi per le associazioni (progetto mostra fotografica e calendario)
  •  Preparazione di piano delle attività per il 2015
  • Proposte per i gruppi di lavoro del Comitato Provinciale





Vi segnalo i prossimi eventi:
Sabato 8 novembre ore 15.30 Comitato provinciale ANPI (sede ANPI Ancona)
Sabato 8 novembre ore 17.30 Inaugurazione della mostra “La Rivoluzione mancata: Jesi e la Settimana Rossa”
Domenica 9 novembre ore 10.00  Celebrazioni del 4 novembre
Venerdi 21 novembre Galleria degli stucchi (Pinacoteca Jesi) “Il migliore Palmiro Togliatti tra cultura e politica a mezzo secolo dalla morte”
Venerdi 28 novembre incontro sulle riforme della Costituzione con Maurizio Viroli  Teatro Astoria ore 18.00 Belvedere Ostrense 


Ci vediamo giovedi!

Daniele Fancello

domenica 2 novembre 2014

Intervento di Raffaella Santoni alla presentazione di "Bandiera rossa sul Campanile"

Sono Raffaella Santoni e mio nonno, Attilio Santoni, è colui che ha messo la bandiera rossa sul campanile. Vorrei ringraziare gli autori e tutti coloro che hanno collaborato alla stesura di questo volume che in maniera rigorosa riannoda le fila di avvenimenti e personaggi del ventennio fascista della nostra città, strappando dall’oblio o dall’indifferenza fatti e persone importanti della storia locale.
Sono orgogliosa che per quest’opera sull’antifascismo jesino sia stato scelto proprio questo titolo.
In altre circostanze in cui ero presente, il gesto della bandiera sul campanile è stato citato e ricordato.
Certamente ne sono felice, vorrei però che non si dimenticasse che questo atto non è stato un gesto estemporaneo nella vita di mio nonno, che al contrario sin da giovanissimo ha scelto di essere antifascista, pagandone le conseguenze, e lo è stato per tutta la sua vita, con coerenza, onestà e generosità.
Nel libro un passo mi ha colpito particolarmente: gli antifascisti «locali» come i fratelli Severini, Berti, Liuti, Santoni e altri, sono stati identificati come una sorta di testimonianza vivente, rappresentanti di un antifascismo esistenziale.
Io oggi vorrei ringraziare quegli antifascisti, perché la loro vita è stata un esempio che ha avuto un’efficacia arrivata fino alla mia generazione.
Ne è una dimostrazione il fatto che siamo in tanti, noi giovani, a essere iscritti all’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), perché crediamo nella libertà, nella democrazia, nella giustizia sociale, ideali che la mia famiglia mi ha sempre trasmesso.
Attraverso l’A.N.P.I. ci impegniamo a tenere viva e a tramandare la memoria, ma anche a tutelare nella società civile, i valori che dalla lotta di liberazione, nei quali crediamo fermamente, si sono tramandati nelle istituzioni e nella società.

Gli uomini e le donne antifascisti, i partigiani e le partigiane, hanno seminato un seme, un seme che in me e in tanti altri giovani ha germogliato; ancora una volta li ringrazio dal profondo del cuore, per questo dono grande e prezioso.

giovedì 30 ottobre 2014

Comunicato stampa DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE

COMUNICATO STAMPA – DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE

Venerdi 31 ottobre 2014, alle ore 17.30, presso l’Aula magna della Fondazione Colocci, la Sezione ANPI di Jesi ha organizzato un incontro con Il prof. Gaetano Azzariti dal titolo: “Dalla Parte della Costituzione”, per parlare delle riforme elettorali e della Costituzione. Porterà il saluto della Fondazione Colocci il prof. Gabriele Fava, per la Sezione ANPI di Jesi introdurrà l'Avvocato Daniele Bendia.

L’incontro vuole essere l’occasione per analizzare, anche nella nostra realtà,  l’effetto delle scelte politiche a livello nazionale che sono in discussione in questi giorni. L’ANPI è ben consapevole della situazione difficile e precaria su tutti i fronti, interni ed esterni, delle tendenze preoccupanti e dei rischi per il Paese, nella crescente difficoltà di uscire finalmente dalla crisi, mentre si spera ancora di risolverla sulla base dell’equità e della giustizia sociale. Preoccupano il distacco dei cittadini, l’indifferenza, la convinzione dell’ultima spiaggia e della mancanza di alternative, la poca attenzione alle riforme costituzionali ed alle questioni di fondo come crescita, sviluppo, creazione di posti di lavoro, trattamento “ dignitoso” del lavoro e il poco impegno dei cittadini e delle Istituzioni  sul piano dell’antifascismo e della democrazia.

Tutti questi temi intendiamo affrontare con il Costituzionalista GAETANO AZZARITI, invitando i partiti, i sindacati e i cittadini a confrontarsi.


Il direttivo della sezione ANPI di Jesi



lunedì 20 ottobre 2014

BANDIERA ROSSA SUL CAMPANILE

Venerdì 24 ottobre, alle ore 17.30, presso la Sala Maggiore del Palazzo della Signoria, verrà presentato il libro: “Bandiera rossa sul campanile. Antifascisti (e fascisti) a Jesi” , autori Aroldo Cascia e Patrizia Rosini, edito da “affinità elettive”.
L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Gramsci Marche, dall’Anpi di Jesi, dall’Istituto Storia Marche e gode del Patrocinio del Comune di Jesi, Assessorato alla cultura.
Aroldo Cascia, professore di geografia generale ed economica, è stato sindaco di Jesi dal 1975 al 1983, poi senatore dal 1983 al 1992 nelle liste del PCI, ha diretto negli anni sessanta il periodico “Il Dialogo”. E’ coautore di Storie di Jesi sovversiva e di Dignità conquistata, da contadini ad agricoltori nelle Marche.
Patrizia Rosini, docente di materie letterarie nelle scuole superiori di Jesi, è sindaco di Staffolo. E’ coautrice di L’altra guerra. Le memorie di Kruger Berti.
Del volume parleranno Amoreno Martellini, docente di Storia presso l’Università di Urbino e Direttore dell’Istituto di Storia Marche, e Roberto Petrini, giornalista de La Repubblica.
Il titolo del saggio prende spunto da un episodio del 21 aprile 1931 (Natale di Roma) quando l’anarchico  Attilio Santoni, assieme adAlberico Sabatini e Bruno Renzi, nottetempo salì sul campanile del Duomo ed issò una bandiera rossa con la scritta: “viva la Spagna-risvegliamoci”. In Spagna, nelle elezioni del 12 aprile 1931, avevano vinto i repubblicani, era stato allontanato il re e proclamata la repubblica.
Il lavoro di Cascia e Rosini riprende la storia cittadina là dove “Storie di Jesi sovversiva” (Aroldo Cascia/Pietro Fanesi, Il lavoro editoriale, 1955) si era fermato, cioè all’avvento del fascismo. Il libro riannoda il corso degli eventi e racconta le vicende vissute da tutti coloro, anarchici, repubblicani, socialisti, comunisti, cattolici che, a Jesi, si opposero durante il ventennio al potere del regime mussoliniano cercando di mantenere viva la fiducia nella riconquista delle libertà democratiche andate perdute durante la dittatura.Sullo sfondo della ricerca emergono anche, come del resto recita il titolo, anche figure di fascisti che hanno avuto un ruolo importante nella vita cittadina.
Contrariamente a quanto avvenuto nella maggior parte d’Italia, nelle elezioni del 1924, il fascismo a Jesi subì una cocente sconfitta,più di trecento jesini, tra gli anni venti e trenta, furono schedati dalla polizia fascista nel “casellario giudiziario centrale” a Roma (molti di più aggiungendo ad essi quelli schedati solo negli elenchi della questura). Tutto questo testimonia l’ampiezza di una opposizione che però incontrava molti ostacoli ad agire sul piano concreto in anni in cui il fascismo godeva di un ampio consenso tra le masse.
Il volume di Cascia e Rosini, ricco di  personaggi e di vicende,oltre a ricostruire un periodo importante di storia jesina, mette  a fuoco anche le difficoltà da parte di coloro che si opponevano,  pur numerosi, a trovare la forza e il coagulo necessari per lottare efficacemente contro un potere nel suo momento di massimo vigore.
“ Gli autori di questo volume non dimenticano mai da che parte stare, – scrive nella Prefazione al libro lo storico Massimo Papini – ma lo fanno da storici e non da tifosi, ben sapendo che ogni avvenimento, ogni personaggio, deve passare la verifica storica e questa deve essere onesta fino in fondo. Ben sapendo, in fin dei conti, che è proprio nel dna dell’antifascismo il rispetto della verità. Solo allora lo storico può procedere nel suo lavoro e scoprire che l’antifascismo, prima di essere un valore, o proprio per diventare tale, è stato il percorso umano di donne e uomini che hanno vissuto sulla loro pelle il travaglio di chi non accettava le regole di un sistema totalitario, negatore delle libertà fondamentali. Forse solo attraverso la ricostruzione delle loro esperienze, individuali e poi collettive, si arriva a percepire il valore storico dell’antifascismo e la sua attualità”.

In appendice al volume sono riportati i nomi di tutti gli jesini che la polizia fascista schedò nel “casellario giudiziario centrale di Roma”.